mercoledì 27 gennaio 2010

Nautica 2.0 - Parte IV "Are you Rich enough?"

Sono tornato, dopo un interessantissimo viaggio negli Emirati Arabi (in particolare Abu Dhabi e Dubai), e dopo le prime festività del periodo mi sto rimettendo in ordine.
C'è tantissima carne al fuoco, il che è molto piacevole perché posso immergermi nelle cose che mi piacciono di più: redazione delle prove di diverse barche testate nelle ultime settimane, riflessione su strategie di marketing e comunicazione per diverse realtà aziendali che ho avuto la fortuna di conoscere da vicino, e lettura di numerosi articoli (online) e riviste (cartacee) sui medesimi topics.

Stavo scorrendo a ritroso uno dei blog più interessanti che frequento, e mi è ricaduto l'occhio su questo post che già avevo letto:

Spiega come molte Aziende non si vogliano esporre sui social media per la paura di mettere in luce le proprie debolezze. Lo stesso discorso che mi sono sentito fare anche di persona, e che mi fa rispondere sempre con due concetti molto semplici:
- non essere presenti sui social media è deleterio al giorno d'oggi per qualunque impresa. Certo bisogna conoscere limiti e opportunità offerti da ogni strumento, ma il potenziale è enorme e in crescita costante.
- la possibilità di discutere pubblicamente un problema o un difetto, segnalato dagli utenti che interagiscono con l'azienda tramite questi canali, è un'arma per l'azienda stessa: una volta affrontato il discorso, spiegate le ragioni e prese le giuste contromisure, si diventa inattaccabili su quell'aspetto e tutti gli utenti ne saranno consapevoli.

Venendo a Rich Lazzara, l'autore del blog citato sopra, occorre spendere alcune parole.
Rappresenta la terza generazione di imprenditori che ha fondato e sviluppato Lazzara Yachts, uno dei Cantieri statunitensi più dinamico e interessante. Qui il sito:

Lazzara Yachts è l'azienda, fra quelle del settore, che più ha creduto nella comunicazione 2.0. Oserei dire la prima, e addirittura quasi la sola.
Oltre al sito istituzionale infatti, e al blog personale dell'imprenditore, esistono anche una pagina Facebook, una Twitter per l'azienda e una per l'imprenditore, e soprattutto uno straordinario e ricchissimo Corporate Blog dotato addirittura di un canale tv (web). E poi foto su Flickr, un canale YouTube, uno Vimeo. Straordinario.

Non lo ritenete importante? Ne riparliamo fra un anno quando i primi cominceranno ad inseguire.




mercoledì 20 gennaio 2010

iSocial


Fra le centinaia di classifiche che cercano di racchiudere l'anno passato in un mero elenco, ne ho trovata una che mi è sembrata particolarmente interessante. Si tratta dei 100 marchi che, al mondo, più sono stati citati.
Cosa significa? In inglese li chiamano "Most Social Brands", ma la definizione trae in inganno. Innanzitutto non ha niente a che vedere con il "sociale" come lo intendiamo noi. Quindi, niente implicazioni etiche per favore.
Posto che Social sta per "presenti sui canali di socializzazione", occorre ancora specificare che non ci si riferisce alla presenza cercata e voluta dalle aziende stesse, tramite iscrizione e post sui diversi canali, bensì a quanto il nome di un marchio è stato scritto dagli utenti sugli stessi canali.
Ovvero, citazioni nei blog, nei Tweets, negli stati di Facebook, e poi video postati sui diversi siti, foto condivise, ecc...
Per la metodologia, qui ci sono le spiegazioni; l'algoritmo naturalmente non è pubblico.

Ma quello che è interessante è fare una piccola analisi dei risultati.

Ecco intanto la classifica:


The Vitrue 100 of 2009

  1. iPhone
  2. Disney
  3. CNN
  4. MTV
  5. NBA
  6. iTunes
  7. Wii
  8. Apple
  9. Xbox
  10. Nike
  11. Starbucks
  12. NFL
  13. PlayStation
  14. Adidas
  15. BlackBerry
  16. Sony
  17. Mercedes
  18. Microsoft
  19. Samsung
  20. BMW
  21. Nintendo
  22. Best Buy
  23. ESPN
  24. Ford
  25. Honda
  26. Ferrari
  27. Gucci
  28. Nokia
  29. Major League Baseball
  30. Dell
  31. Coca-Cola
  32. CBS
  33. ABC
  34. iPod
  35. Mac
  36. Turner
  37. Nissan
  38. Toyota
  39. eBay
  40. Amazon
  41. Victoria’s Secret
  42. Nutella
  43. NASCAR
  44. Disneyland
  45. Audi
  46. NHL
  47. Red Bull
  48. Verizon
  49. Intel
  50. Subway
  51. Hewlett-Packard
  52. Puma
  53. Kia
  54. Fox News
  55. Porsche
  56. Jeep
  57. Dodge
  58. Pandora
  59. Walmart
  60. Zappos
  61. Suzuki
  62. McDonald’s
  63. Krystal
  64. T-Mobile
  65. Skittles
  66. KFC
  67. Volkswagen
  68. NBC
  69. Sprint
  70. Pixar
  71. Motorola
  72. IKEA
  73. Pepsi
  74. Cisco
  75. REI
  76. LG
  77. AT&T
  78. Converse
  79. The Gap
  80. Chevrolet
  81. Louis Vuitton
  82. Toys”R”Us
  83. H&M
  84. Philips
  85. General Motors
  86. Pringles
  87. Visa
  88. Prada
  89. Panasonic
  90. IBM
  91. VH1
  92. Hulu
  93. Oracle
  94. Burberry
  95. SEGA
  96. Sears
  97. Avon
  98. Jet Blue
  99. Lacoste
  100. Comcast

Qui c'è la classifica del 2008, che può aiutare a comprendere meglio le tendenze.

Prima considerazione: tutti parlano dell'iPhone. Forse ci si aspettava qualcosa di diverso? Piuttosto, il marchio iPod crolla dal 7° al 34° posto. Credo, banalmente, perché gli utenti hanno spostato il loro interesse sull'iPhone. Fortissimi sono invece iTunes e il marchio Apple.
Le console di videogiochi sono "chiacchieratissime". Anche questo non stupisce.
Così come non stupisce la presenza di tanti "media brand" (CNN, MTV, ESPN, ...) , dato che il web è un loro canale di naturale evoluzione, e quella di molti sport (NBA, NFL, MBL, NASCAR, ...) che fanno parlare tanto gli appassionati, soprattutto americani.

Vediamo ora le categorie che più ci interessano, ovvero il lusso e le auto.
I marchi di lusso ci sono e sono ben rappresentati (Gucci, LV, Prada, Burberry's, Victoria's Secret, e volendo anche Lacoste...), anche se mancano quelli di cosmetici salvo Avon.
Infine le auto: Mercedes, BMW, Ford, Honda, Ferrari, Toyota, Audi, Kia, Porsche, Jeep, Dodge, Suzuki, VW, Chevrolet, GM. Bastano??
Ma perché questi marchi sono così "sociali"?
Presumibilmente i marchi di lusso (e includo naturalmente anche Ferrari, Porsche, e in misura minore BMW, Mercedes e Audi) sono considerati aspirazionali, ovvero gli utenti del web ne parlano perché è un modo per farli propri. Come dire: difficilmente potrò avere una Ferrari, ma postare un video della nuova 458 Italia mi fa sognare che sia mia. E' un meccanismo naturale che, pensandoci, appartiene a tutti noi, a prescindere che si tratti di auto di lusso, marchi di scarpe, località esotiche dove andare in vacanza, progetti per un'ipotetica vita futura...

Gli altri marchi di automobili sono sicuramente discussi a causa della crisi mondiale e delle conseguenti politiche di sostegno e incentivi al settore, ma senza dubbio anche perché il comparto stesso si è mosso molto bene sui media sociali stimolando curiosità, dibattiti e discussioni fra gli utenti.
Ancora una volta torna il discorso di come la comunicazione 2.0, già utilizzata appunto nel settore automobilistico, sia tassativamente da inplementare anche in quello nautico.
Chissà che nel 2010 non faccia capolino qualche azienda che rappresenta l'orgoglio italiano nel settore degli yacht di lusso...

Un ultimo dato che dovrà fare riflettere: nell'ultimo anno, la percentuale delle aziende presenti nella Top 500 di Fortune che NON usano i social media è passata dal 43% al 9%.







sabato 2 gennaio 2010

2010 - L'anno del Contatto

Il 2010 potrebbe essere davvero l'anno del contatto per l'auto...inteso come contatto fra spina e rete elettrica, per ricaricare il nostro veicolo a batterie...
Mai come ora sarà fondamentale pensare all'ambiente.
Vediamo alcune curiosità dei giorni scorsi.

Secondo Adweek questo è il migliore spot automobilistico del decennio che si è chiuso.
E' stato lanciato in USA dalla Honda, in occasione della presentazione del primo motore diesel della Casa giapponese, nel 2005.
Il filmato è simpatico e piacevole, e trasmette chiaramente il proprio messaggio: il nuovo motore è silenzioso ed ecologico, quindi amico della natura.
E' curioso pensare che questo succedeva 5 anni fa, quando gli Stati Uniti impazzivano per SUV 6mila e oltre di cilindrata e 3 tonnellate di peso...nel pieno del boom di veicoli come Hummer H2 e Cadillac Escalade.



Ora siamo nel 2010. A soli 5 anni di distanza, Honda ha deciso di sospendere i programmi di sviluppo dei propri motori a gasolio, per concentrarsi su elettrico e idrogeno.

Vediamo anche come si propongono in Italia, attraverso spot televisivi, due grandi gruppi automobilistici.
Fiat evoca, senza parlarne esplicitamente, la recente alleanza con Chrysler che porterà nuove prospettive grazie allo sbarco oltreoceano. Queste alcune delle parole contenute nel parlato: sole, sogno (x3), ambiente domani migliore, tu.




Peccato solo la ridicola modifica al testo della canzone di Amedeo Minghi...un po' forzata.

Infine quello secondo me meglio realizzato, fatto da Renault. Senz'altro retorico, tuttavia affronta esplicitamente le questioni fondamentali di oggi: ambiente, sicurezza, riscaldamento globale, benessere diffuso. Queste alcune parole:
piacevole, rivoluzioni, tempo libero, stare in famiglia, godere, piacere (x2), progresso (x2), salvare persone, benefici.




Molto bello a mio parere anche il montaggio delle immagini, ed efficacissimo il payoff.
Nota stonata, il tono corale enfatizzato dalla colonna sonora (Keane, "Somewhere Only we Know") contrasta con il soggetto costante del testo: "noi di Reanult". Non si dice mai "tu" o "voi" o "noi" inteso come automobilisti, cittadini e abitanti del pianeta. Un po' troppo unilaterale...
Infine una curiosità: nello spot che ho visto in televisione si fa esplicitamente accenno all'auto elettrica, in concomitanza con le immagini dei prototipi Renault a Zero Emissioni. In questo audio il riferimento è sparito...perché? Ripensamento?? Censure??

In ogni caso buon 2010.

Un aggiornamento di oggi 4 Gennaio: anche Chrysler ha diffuso il proprio spot per il 2010. Una borsa di pelle è il filo conduttore che accompagna il ritorno a casa, su diversi modelli del Gruppo dagli anni '30 ad oggi. Non c'è alcun riferimento a temi ambientali, quanto invece al calore domestico e al ritorno alla tradizione di grande marchio americano che ha accompagnato generazioni di automobilisti. Evidentemente in un momento come questo c'è bisogno di rassicurazioni...



E' curioso notare come non ci sia alcun accenno all'alleanza con Fiat, se non - indirettamente - nella comparsa del marchio RAM, creato pochi mesi fa su iniziativa di Sergio Marchionne.

Happy new year.