domenica 21 marzo 2010

Back to the Front!

I'm back! Ho fatto qualche viaggio da fine gennaio, nello specifico Duesseldorf -Miami - Savona - Madrid - Jesolo -Ginevra - Roma -Dubai... non so più dove sono e che ora è nella mia testa.

Però diversi saloni nautici più uno dell'auto (Ginevra of course) mi hanno dato ancora un'idea della situazione del mercato.
Intanto, rimando PARI PARI ad un mio post precedente, in quanto vedo che in generale nel settore nautico è cambiato davvero poco.
Qui quello che scrivevo dopo Cannes e Genova:


In pratica c'è davvero poco da aggiungere. Le aziende sono ancora in crisi, anzi forse di più. Abbiamo imparato di alcuni fallimenti, di alcune cessioni, perfino di divorzi clamorosi (devo fare nomi? Credo li sappiamo tutti ma chi avesse dei dubbi può chiedere..!).
Forse si è ridotto lo stock di molti cantieri e dealer, e questo dà ossigeno per un po' e permette forse di leccarsi le ferite. Quando i disastri finanziari saranno rimediati e anche l'accesso al credito tornerà agevole, seppure MAI ai livelli del 2007-2008, allora probabilmente ripartirà bene tutto il settore.

Mi ha fatto molto piacere invece vedere novità di prodotto, da parte di alcuni costruttori che cercano in tutti i modi di andare controtendenza e di non fermarsi. E' sicuramente uno degli ingredienti giusti per la sopravvivenza e la guarigione.

Ho provato anche tante barche, e anche qui vedo che il livello è mediamente abbastanza elevato.
Insomma, forse ad oggi il prodotto è l'aspetto che ha meno bisogno di drastici cambiamenti.
Ma le dinamiche aziendali, quelle ancora si. Assolutamente si.
Alcune svolte ci sono state, nell'organizzazione di vendita, nella gestione dei costi, nelle politiche amministrative e finanziarie. Per forza. Ma ancora vedo assenza di strategie di lungo termine, mancanza di una visione globale del proprio business, poca conoscenza specifica dei segmenti di mercato e dei target di clienti con cui ci si interfaccia.


Non ho la presunzione di insegnare ad un imprenditore come fare il proprio lavoro: ma spesso dal di dentro si vede in maniera distorta la realtà, per vari motivi. Intanto si hanno meno riscontri e confronti con la concorrenza, e poi c'è la tendenza in parte legittima ad innamorarsi del proprio prodotto e e quindi a considerarlo vincente, a prescindere dalle strategie adottate.

E nell'auto? A Ginevra si è visto molto più movimento della scorsa edizione, dopo un 2009 dove è successo veramente tutto e il contrario di tutto.

Ora sembra che il settore abbia trovato un assetto più stabile, ad esclusione di Toyota che avrà ancora parecchi grattacapi per qualche mese finché gli Stati Uniti vorranno affondare il coltello nella (piccola...) piaga che è emersa recentemente. Ma sembra di vedere già più ottimismo, e dopo un grande rimescolamento delle carte tanti Gruppi sono pronti a ripartire.

Un tema che dovrebbe diventare più attuale nella nautica, mentre finalmente lo è nell'auto, è quello dell'ecologia. Ma quella vera e sostenibile, non quella sbandierata.

Non barche che si chiamano ibride o promettono navigazione pulita, ma riorganizzazione dei processi produttivi in modo da rendere poco inquinanti le fabbriche e riciclabili i prodotti. Oltre naturalemente a migliorare l'efficienza delle barche stesse, anche installando potenze adeguate ad un uso reale e non ad una stupida rincorsa alle prestazioni più estreme. Ma questo dell'ambiente è un discorso che voglio affrontare con più calma a breve.



PS a Ginevra ho visto al museo Patek Philippe un orologio di cui parlavo lo scorso agosto...e anche il Calibre 89, l'orologio più complicato al mondo. Un'opera d'arte, una realizzazione che sfida le capacità manifatturiere umane come è stato il Maltese Falcon nella nautica.

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