
Fra le centinaia di classifiche che cercano di racchiudere l'anno passato in un mero elenco, ne ho trovata una che mi è sembrata particolarmente interessante. Si tratta dei 100 marchi che, al mondo, più sono stati citati.
Cosa significa? In inglese li chiamano "Most Social Brands", ma la definizione trae in inganno. Innanzitutto non ha niente a che vedere con il "sociale" come lo intendiamo noi. Quindi, niente implicazioni etiche per favore.
Posto che Social sta per "presenti sui canali di socializzazione", occorre ancora specificare che non ci si riferisce alla presenza cercata e voluta dalle aziende stesse, tramite iscrizione e post sui diversi canali, bensì a quanto il nome di un marchio è stato scritto dagli utenti sugli stessi canali.
Ovvero, citazioni nei blog, nei Tweets, negli stati di Facebook, e poi video postati sui diversi siti, foto condivise, ecc...
Per la metodologia, qui ci sono le spiegazioni; l'algoritmo naturalmente non è pubblico.
Ma quello che è interessante è fare una piccola analisi dei risultati.
Ecco intanto la classifica:
- iPhone
- Disney
- CNN
- MTV
- NBA
- iTunes
- Wii
- Apple
- Xbox
- Nike
- Starbucks
- NFL
- PlayStation
- Adidas
- BlackBerry
- Sony
- Mercedes
- Microsoft
- Samsung
- BMW
- Nintendo
- Best Buy
- ESPN
- Ford
- Honda
- Ferrari
- Gucci
- Nokia
- Major League Baseball
- Dell
- Coca-Cola
- CBS
- ABC
- iPod
- Mac
- Turner
- Nissan
- Toyota
- eBay
- Amazon
- Victoria’s Secret
- Nutella
- NASCAR
- Disneyland
- Audi
- NHL
- Red Bull
- Verizon
- Intel
- Subway
- Hewlett-Packard
- Puma
- Kia
- Fox News
- Porsche
- Jeep
- Dodge
- Pandora
- Walmart
- Zappos
- Suzuki
- McDonald’s
- Krystal
- T-Mobile
- Skittles
- KFC
- Volkswagen
- NBC
- Sprint
- Pixar
- Motorola
- IKEA
- Pepsi
- Cisco
- REI
- LG
- AT&T
- Converse
- The Gap
- Chevrolet
- Louis Vuitton
- Toys”R”Us
- H&M
- Philips
- General Motors
- Pringles
- Visa
- Prada
- Panasonic
- IBM
- VH1
- Hulu
- Oracle
- Burberry
- SEGA
- Sears
- Avon
- Jet Blue
- Lacoste
- Comcast
Qui c'è la classifica del 2008, che può aiutare a comprendere meglio le tendenze.
Prima considerazione: tutti parlano dell'iPhone. Forse ci si aspettava qualcosa di diverso? Piuttosto, il marchio iPod crolla dal 7° al 34° posto. Credo, banalmente, perché gli utenti hanno spostato il loro interesse sull'iPhone. Fortissimi sono invece iTunes e il marchio Apple.
Le console di videogiochi sono "chiacchieratissime". Anche questo non stupisce.
Così come non stupisce la presenza di tanti "media brand" (CNN, MTV, ESPN, ...) , dato che il web è un loro canale di naturale evoluzione, e quella di molti sport (NBA, NFL, MBL, NASCAR, ...) che fanno parlare tanto gli appassionati, soprattutto americani.
Vediamo ora le categorie che più ci interessano, ovvero il lusso e le auto.
I marchi di lusso ci sono e sono ben rappresentati (Gucci, LV, Prada, Burberry's, Victoria's Secret, e volendo anche Lacoste...), anche se mancano quelli di cosmetici salvo Avon.
Infine le auto: Mercedes, BMW, Ford, Honda, Ferrari, Toyota, Audi, Kia, Porsche, Jeep, Dodge, Suzuki, VW, Chevrolet, GM. Bastano??
Ma perché questi marchi sono così "sociali"?
Presumibilmente i marchi di lusso (e includo naturalmente anche Ferrari, Porsche, e in misura minore BMW, Mercedes e Audi) sono considerati aspirazionali, ovvero gli utenti del web ne parlano perché è un modo per farli propri. Come dire: difficilmente potrò avere una Ferrari, ma postare un video della nuova 458 Italia mi fa sognare che sia mia. E' un meccanismo naturale che, pensandoci, appartiene a tutti noi, a prescindere che si tratti di auto di lusso, marchi di scarpe, località esotiche dove andare in vacanza, progetti per un'ipotetica vita futura...
Gli altri marchi di automobili sono sicuramente discussi a causa della crisi mondiale e delle conseguenti politiche di sostegno e incentivi al settore, ma senza dubbio anche perché il comparto stesso si è mosso molto bene sui media sociali stimolando curiosità, dibattiti e discussioni fra gli utenti.
Ancora una volta torna il discorso di come la comunicazione 2.0, già utilizzata appunto nel settore automobilistico, sia tassativamente da inplementare anche in quello nautico.
Chissà che nel 2010 non faccia capolino qualche azienda che rappresenta l'orgoglio italiano nel settore degli yacht di lusso...
Un ultimo dato che dovrà fare riflettere: nell'ultimo anno, la percentuale delle aziende presenti nella Top 500 di Fortune che NON usano i social media è passata dal 43% al 9%.




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