
mercoledì 18 novembre 2009
Il valore del marchio

Vi riporto una notizia che leggo su Autoblog: la Mercedes sta cercando uno slogan per identificare il proprio marchio. In effetti, seppure all'avanguardia per moltissimi aspetti (la filiale italiana ha da poco aperto un corporate blog), l'assenza di un payoff è una mancanza che a Stoccarda non potevano ignorare.
Non siete convinti? Leggete qui...
Audi - All'avanguardia della tecnica
Nokia - Connecting people
Heineken - Sounds good
Canon - You can
BMW - Piacere di guidare
L'Oreal - Perché io valgo
Sono solo alcuni esempi....
L'importanza del payoff non è dunque marginale. Viene immediatamente associato al brand e lo caratterizza in maniera forte. Naturalmente bisogna che esprima valori coerenti con il marchio e con quello che si vuole trasmettere.
Quali sono i valori di Mercedes? Solidità, eleganza, comfort...Oppure vorranno puntare su tecnologia, ecologia, modernità...
Quali possono essere le chiavi di interpretazione del prodotto Mercedes che meglio si sposano con i valori del marchio e con la necessità di risultare competitivi ed adeguati alle richieste del mercato? Avete suggerimenti?
Non posso fare a meno di notare come nella nautica i payoff si sprechino, ma raramente siano coerenti con il prodotto o diversi dai soliti concetti di sogno, libertà, indipendenza... Inoltre diverse aziende cambiano slogan ogni anno, ad ogni campagna pubblicitaria, confondendo i lettori / clienti e non dando loro la possibilità di assimilare il messaggio e associarlo solidamente al brand.
Il mio suggerimento per Mercedes? "Con te, costruiamo il domani". Coinvolgimento, solidità, propositività, attenzione al mondo circostante cioè - fra l'altro - ecologia.
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martedì 20 ottobre 2009
Work in progress... Meanwhile...PUSH THE BUTTON!!!!
Stiamo lavorando per voi. E' un momento intensissimo per me, per la mia testa, per la mia macchina...ma ci sono. Intanto, un piccolo omaggio al Campione del Mondo 2009 di F1.
Debito e nuvole...la faccia triste della nautica...
Sono finalmente tornato ad un minimo di tranquillità...dopo i boat show e dopo aver percorso circa 3000km in 20 giorni: giorni intensi, utili e divertenti.
Sono stato al Festival de la Plaisance di Cannes e al Salone Nautico Internazionale di Genova, mentre ho perso il Monaco Boat Show e il Frankfurt IAA di auto. Non si può fare tutto...
Nel frattempo si è appena chiuso il Fort Lauderdale International Boat Show, mentre sta per aprire il SIBEX in Cina. Dalla Florida, pur senza un consuntivo ufficiale, le impressioni sono state negative. Nessuno è in grado di dire che la ripresa è cominciata.
Quindi...che impressione mi hanno dato i due appuntamenti più importanti per la nautica europea?
Controversa. Come del resto credo abbiano capito in tanti.
Da una parte: gli stand sono sempre grandi e belli, le barche esposte (comprese le novità) sempre di più, i proclami dei Cantieri sempre positivi.
Dall'altra, i visitatori sono in calo, nella realtà si vendono ancora poche barche, molte aziende dietro alla facciata stanno rischiando di capitolare.
Ecco le note ufficiali degli organizzatori delle due Fiere:
Cannes

in sintesi: Operatori soddisfatti per i contatti e le vendite realizzate, visitatori in calo solo del 14%, il settore sta ripartendo, tante novità sono un ottimo segnale.
Genova

visitatori in calo solo dell'11%, meno di altri saloni (sic!), tante novità e tante barche esposte, si sono vendute delle barche quindi il settore sta ripartendo, la componentistica vede un calo di pubblico del 50%.
Non sembra un quadro così negativo, salvo che per gli accessori. La mia idea, se fossi un fornitore nautico, sarebbe di focalizzarmi sugli appuntamenti specializzati, cioè il Seatec di Carrara e il METS di Amsterdam. So di non dire niente di nuovo, ma chi è disposto a rinunciare a stand costosissimi in Riviera per concentrare le risorse dove non c'è glamour né gran pubblico ma solo operatori? Ancora nessuno lo fa, a giudicare dal numero di espositori di componenti nautiche.
Tornando alle imbarcazioni. Non bastano certo queste dichiarazioni. Né possono essere un chiarimento le ulteriori dichiarazioni di alcuni titolari di Cantieri, che affermano come il pubblico sia calato in numero ma aumentato in qualità: cioè meno perditempo, più interessati. Me lo auguro, ma si dovrebbe misurare poi l'effettivo tasso di redemption di questi contatti. E men che meno, si può dare ascolto alle parole pronunciate durante le conferenze stampa, dove l'AD di uno dei principali player del settore ha addirittura detto "non mi fate parlare di numeri, sono appena arrivato e non li conosco, meglio ascoltare che parlare"...
Succede allora che ti metti a girare, parlare, captare, chiedere, discutere...e ti fai un'idea più concreta.
Sia chiaro: non c'è nessuna malizia nel capire come stanno le cose veramente, tantomeno nel raccontarle. Si tratta di analizzare la situazione e cercare di capire come si può lentamente ripartire.
Dunque, in realtà sappiamo che molte Aziende hanno dovuto adottare l'Amministrazione Controllata (Chapter Eleven in USA), per tutelarsi dai creditori e quindi da un possibile fallimento; sappiamo che molte di esse non riescono a pagare i propri fornitori (fra cui annovero anche le testate di settore), i quali a loro volta stanno accusando ancora di più la crisi perché non hanno lavoro e non sono pagati per il lavoro già fatto; sappiamo che a valle i dealer sono impiccati a causa del valore degli stock, nuovi e usati, che immobilizzano il loro capitale; sappiamo che le banche ancora non concedono credito scoraggiando chi vuole acquistare una barca, anche di seconda mano.
Questi sono fatti che ancora non sono passati. Anzi: se a valle il processo sta rallentando e forse può arrivare ad una inversione di tendenza a breve, a monte non si sono pagate le conseguenza più negative. Questo perché c'erano ancora crediti e debiti non scaduti, liquidità, contratti in essere...ma ora tutto ciò sta finendo e si dovrà fare i conti con la realtà.
Un dramma!
Senz'altro, come chiamarlo altrimenti?
Vediamo però dove possono stare i lati positivi e dove le vie d'uscita.
Intanto, sicuramente molti player non saranno in grado di restare sul mercato e questo farà pulizia. Non è certo un processo piacevole, ma chi ha azzardato troppo negli ultimi anni, o volendo entrare di prepotenza in un settore "drogato" dal leasig nautico e dall'accesso al credito, o crescendo da un punto di vista prettamente finanziario e non industriale, insomma chi ha fatto il passo più lungo della gamba probabilmente uscirà dal comparto. E questo deve far bene a tutti gli altri.
Chi riuscirà a sopravvivere, e mi auguro siano tutti i player meritevoli, dovrà agire in un mercato più concreto, più esigente, più attento. Quindi, solo implementando delle azioni radicali in tutti i processi aziendali si potrà restare competitivi.
Produzione più snella, sia in termini di stock di magazzino sia di numero di esemplari costruiti. Inevitabilmente il mercato si è contratto. Un studio McKinsey prevede un ritorno alla situazione pre-crisi in almeno 5 anni (quindi nel 2014). Meno barche costruite, quindi più ossigeno per i dealer, rivalutazione del parco usato, meno immoblizzazioni finanziarie.
I prodotti. Gli ultimi anni hanno visto trionfare l'eccesso. Yacht plananti di 40 metri, barche da 120 piedi capaci di 55 nodi, open (con flybridge) da 50 metri, gozzi a 4 cabine e tre ponti...si potrebbe continuare.
Non c'è più spazio per le esagerazioni. Senz'altro chi ha un buon riscontro in una nicchia di mercato, è giusto che la continui a presidiare con i propri prodotti peculiari. Ma non ci dovrà più essere la rincorsa da parte di quasi tutti verso barche più grandi, più potenti, più veloci, più estreme...
Sempre McKinsey soottolinea come i clienti si sposteranno naturalmente verso imbarcazioni più tranquille, dal fast commuter all'open hard.top, dal motryacht alla navetta, e così via. E anche le dimensioni medie del parco navigante diminuiranno.
Diverso approccio al mercato. Come non mi stancherò mai di dire, è diventato fondamentale recepire dai clienti e dai prospects il loro feedback, per essere consapevoli davvero di cosa vogliono da un marchio, cosa si aspettano dal prodotto, cosa pensano veramente di alcuni valori peculiari che l'azienda vuole trasmettere. Inoltre, coinvolgimento diretto del cliente da parte del Cantiere, dalla fase di produzione della propria barca ad eventi mirati e tailor-made, a strategie di direct marketing. Tutto ciò è l'aspetto cui, data la mia formazione, sono più sensibile. Ed è quello che abbiamo chiamato Nautica 2.0.
Riorganizzazione della rete di vendita in modo da avere una buona presenza sul territorio, necessariamente con meno barche in stock presso i vari dealer, ma con aziende che rappresentino i valori del marchio. Soprattutto, ovviamente, per chi produce barche di dimensioni medio-piccole. Spesso c'è una cronica assenza di dialogo fra i due operatori, che si esaurisce soltanto nella discussione dei budget di acquisto e dei co-op plans per gli eventi.
Il dealer invece deve diventare un portavoce vero delle peculiarità dell'azienda e del prodotto.
Anche l'after sales viene sempre - a parole - considerato fondamentale, poi ci si accorge che spesso il cliente è abbandonato dopo l'acquisto. Invece, bisogna comprendere che il cliente più importante non è quello che compra la prima barca, ma quello che ne ricompra una seconda. E questo avviene solo se la rete di vendita e assistenza è all'altezza delle aspettative. Inoltre, lo stesso canale di assistenza può essere un utilissimo strumento di promozione e di vendita per il Cantiere stesso (accessori, informazioni sui nuovi modelli in arrivo...).
Lo scenario non è ancora mutato abbastanza, credo - e so di non dire una cosa originale - che ancora per qualche mese si conteranno le brutte notizie ogni giorno, ma questo vuol dire che c'è ancora tempo per chi è in grado di implementare le proprie strategie di sopravvivenza.
In bocca al lupo.
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mercoledì 30 settembre 2009
Nautica 2.0 - Parte 3 "Now, THIS is a news!!!!!"

Questa è la vera notizia di oggi! Non il passaggio di Alonso in Ferrari (questo lo scrivevo 3 mesi fa...) ma una notizia che per quanto mi riguarda è la sintesi delle mie passioni e la sintesi di quanto ho scritto finora su queste pagine...
Mercedes-Benz italia ha aperto un suo blog. All'indirizzo http://www.theblueblog.it/ potete già leggere e commentare.
Ora: di cosa si tratta?
E' uno spazio dove chiunque, dagli appassionati ai detrattori del marchio, dai clienti ai semplici curiosi, può dire la propria opinione su temi che la Casa automobilistica sta approfondendo, con un particolare occhio per l'ecologia (la gamma di auto a minor impatto inquinante di Stoccarda si chiama Blue Efficiency, da cui il nome del blog).

1) Le Aziende devono dotarsi di strumenti per interagire con i clienti, modificare quindi completamente il proprio approccio al marketing e sfruttare le potenzialità del Web 2.0
2) Il mondo dell'automotive è nettamente più avanti di quello della nautica, che ha tutto da imparare e molto da imitare da un settore così evoluto e consolidato
3) Il settore nautico, sia a livello di media che soprattutto di Cantieri, deve assimilare i concetti di questo nuovo marketing e dare vita a quella che ho chiamato Nautica 2.0. E per implementare ciò, utilizzare strumenti come social network, forum, corporate blog
Mi sembra di sognare nel vedere cosa ha fatto Mercedes...manco l'avessi potuto chiedere!
Questo è davvero il modello da seguire. Come farlo in concreto? Con che linguaggio? Che strategie? Che impegno? E anche e soprattutto, visto che parliamo di un'Azienda: con che ritorno? Ne parliamo prossimamente.
Intanto, vi riporto l'intervista ad Alessia Argento, responsabile Crm & New Media di Mercedes-Benz Italia.
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lunedì 28 settembre 2009
Hold your breath...
Il mio computer è ancora in riparazione. Sto usando un Netbook che purtroppo mi permette di fare molto poco...
Nel frattempo, vi propongo tre video spettacolari per altrettante nuove supercar: Ferrari 458 Italia, Lamborghini Reventòn Roadster, Mercedes SLS. Roba da togliere il fiato... Enjoy.
Nel frattempo, vi propongo tre video spettacolari per altrettante nuove supercar: Ferrari 458 Italia, Lamborghini Reventòn Roadster, Mercedes SLS. Roba da togliere il fiato... Enjoy.
martedì 8 settembre 2009
Un Martini Cocktail all'Harry's Bar

Ancora co-branding e sinergie fra nautica e auto... Dopo quanto scrivevo il mese scorso ecco un'altra novità tutta italiana: Lancia di Lancia.
Una collaborazione fra la Casa torinese e SACS, leader in Italia per i battelli con tubolari.
Progetto di Christian Grande (suoi tutti i Sessa), motori FPT - Fiat Powertrain Technologies, design ispirato all'eleganza sportiva di Lancia.
Fuori dai denti: si tratta sicuramente di co-branding, questo per definizione. Ma francamente non capisco cosa abbia in concreto fatto Lancia per la realizzazione di questo modello. Il comunicato recita che seppure la produzione sia hi-tech e seriale secondo gli standard SACS, tuttavia le finiture saranno personalizzabili come sulla propria Delta o Ypsilon.
Resto perplesso. Come scrivevo la nautica ha tanto da imparare dall'auto, soprattutto a livello di progettazione, sviluppo, processi produttivi, marketing, vendite, after sales. Cioè quasi tutto...e ciò è normale essendo che il secondo settore sia enormemente più sviluppato e strutturato del primo. Però un gommone come questo sembra più uno specchietto per le allodole da presentare durante il Festival del Cinema di Venezia, di cui Lancia è sponsor.
Una collaborazione fra la Casa torinese e SACS, leader in Italia per i battelli con tubolari.
Progetto di Christian Grande (suoi tutti i Sessa), motori FPT - Fiat Powertrain Technologies, design ispirato all'eleganza sportiva di Lancia.
Fuori dai denti: si tratta sicuramente di co-branding, questo per definizione. Ma francamente non capisco cosa abbia in concreto fatto Lancia per la realizzazione di questo modello. Il comunicato recita che seppure la produzione sia hi-tech e seriale secondo gli standard SACS, tuttavia le finiture saranno personalizzabili come sulla propria Delta o Ypsilon.
Resto perplesso. Come scrivevo la nautica ha tanto da imparare dall'auto, soprattutto a livello di progettazione, sviluppo, processi produttivi, marketing, vendite, after sales. Cioè quasi tutto...e ciò è normale essendo che il secondo settore sia enormemente più sviluppato e strutturato del primo. Però un gommone come questo sembra più uno specchietto per le allodole da presentare durante il Festival del Cinema di Venezia, di cui Lancia è sponsor.
Piuttosto preferisco un one-off come il Freccia Rossa di Eugenio Molinari, che monta pari pari il motore della Ferrari F430...
Comunque aspettiamo di vederlo a ottobre a Genova, e intanto godiamoci le immagini in navigazione. Colore nero opaco e soprattutto la storica livrea Martini Racing delle Lancia da rally lo rendono senz'altro molto accattivante.
giovedì 27 agosto 2009
Viva l'Italia
Le immagini della nuova Ferrari 458 Italia, in alta risoluzione. Coperte dal copyright di Maranello, ma visibili e scaricabili.
Le prime impressioni mie, a getto, sono queste:
- linea molto aggressiva, sgraziata nel posteriore
- motore da 10mila giri e 127 CV/litro: capolavoro assoluto
- interni sportivissimi, futuristici ma ergonomici
Per il momento non dico altro, attendo di vederla dal vivo...comunque dopo la 355 l'eleganza delle berlinette Ferrari a motore centrale è andata via via scemando in nome delle prestazioni...peccato, ma forse necessario.
Cosa ne pensate?
NB "Viva l'Italia" erano le parole con cui Enzo Ferrari chiudeva ogni conferenza stampa.




Le prime impressioni mie, a getto, sono queste:
- linea molto aggressiva, sgraziata nel posteriore
- motore da 10mila giri e 127 CV/litro: capolavoro assoluto
- interni sportivissimi, futuristici ma ergonomici
Per il momento non dico altro, attendo di vederla dal vivo...comunque dopo la 355 l'eleganza delle berlinette Ferrari a motore centrale è andata via via scemando in nome delle prestazioni...peccato, ma forse necessario.
Cosa ne pensate?
NB "Viva l'Italia" erano le parole con cui Enzo Ferrari chiudeva ogni conferenza stampa.




mercoledì 12 agosto 2009
Bandiera Rossa

E così Schumacher non ce l’ha fatta. Lapidario il commento di Niki Lauda: “un disastro per la Ferrari”.
L’incidente a Massa mi aveva turbato molto, perché molto simile in alcuni aspetti a quello di Ayrton Senna del 1° Maggio 1994. Dopo la scomparsa del migliore pilota di tutti i tempi, non mi sono riavvicinato alla Formula 1 per almeno 10 anni. Comunque Felipe si è ripreso e sono sicuro che l’anno prossimo sarà sulla rossa di fianco a Fernando Alonso.
Ma quello che mi è sempre sembrato improbabile e folle è stato il ritorno alle corse di Michael Schumacher. Per almeno 3 motivi:
- Immagine. Il ritiro di Michael, seppure sofferto per lui e tragico per i tifosi, era stato definitivo. Un ingresso in auto a 40 anni suona un po’ ridicolo e sminuisce il ricordo del campione che è stato. Cosa si penserà al prossimo ritiro, a fine stagione?
- Salute. Schumacher ha 40 anni e da 3 non guida una Formula 1. Che nel frattempo è cambiata moltissimo in elettronica, grip, aerodinamica. Non sarebbe stato fisicamente possibile essere in forma perfetta in poche settimane, tantomeno con le regole che vietano ai team di effettuare test privati. Non è un caso che tutti i media specializzati abbiano rivolto l’attenzione al recupero fisico/psicologico di Michael.
- Cui prodest? A chi avrebbe giovato un ritorno? Sicuramente alla vendita di biglietti per Monza, forse anche per Valencia che rischia di non avere l’idolo di casa Alonso in pista. Per non parlare del merchandising Ferrari. Ma: se Schumacher fosse stato scarsamente competitivo, avrebbe rovinato la propria immagine e deluso i tifosi di Maranello; se al contrario fosse stato in prima fila a lottare per un podio avrebbe umiliato il livello del circus attuale. E questo nemmeno Ecclestone se lo sarebbe augurato…
Alla fine la motivazione ufficiale è la seconda: il suo collo non è in grado di reggere le sollecitazioni provocate dall’auto, non perché siano aumentate rispetto ai suoi tempi ma proprio perché lui non è in grado di tornare alla forma di un tempo. Sia lui che il suo medico, in conferenza stampa da Ginevra, hanno affermato che i test sulla F2007 hanno acutizzato il dolore causato dall'incidente che Schumi ha avuto in superbike lo scorso febbraio. Credo che sotto comunque ci siano anche gli altri motivi.
Ed ora? Ora sicuramente il fatto si rivela un boomerang per la Ferrari, che ha illuso i tifosi, venduto e fatto vendere migliaia di biglietti e gadget, per poi schierare Luca Badoer alla partenza.
Luca Badoer è un veteranissimo della rossa, ha anche corso in Formula 1, ma è da troppo tempo lontano dalle corse di alto livello e a causa dei regolamenti attuali non ha in pratica potuto testare la F60. Non credo che possa fare nulla di significativo, pur con tutta la professionalità che saprà metterci. Forse l’altro collaudatore Marc Gené sarebbe stato più indicato, basti ricordare che ha appena vinto la 24 ore di Le Mans. Ma Gené lo vogliamo in cabina di regia Sky Sport!!
Credo che l’attenzione sulla Ferrari per quest’anno sia da rivolgere al recupero di Massa, e poi l’anno prossimo con una vettura più competitiva e un leone al volante di fianco al brasiliano ci sarà da divertirsi…
lunedì 10 agosto 2009
Io lo so perché tanto di stelle per l'aria cadea...

Nel lettore media del mio PC 127 canzoni compaiono sotto la chiave di ricerca "star". Certo Jesus Christ Superstar non è proprio relativo alle le stelle, ma resta comunque un buon numero...
Che c'entra? C'entra con una serie di circostanze degli ultimi tempi che continuano a bussare nella mia testa. Ho appena letto un articolo su uno dei più sofisticati orologi di sempre, dotato di riproduzione del cielo stellato e delle fasi lunari. Sono passati quattrocento anni da quando Galileo espose la sua teoria che finalmente attribuiva alla nostra stella il ruolo di fulcro del sistema solare. Il mese scorso abbiamo ricordato il quarantennale del primo sbarco sulla luna. E stanotte, nonostante la luna ancora a tre quarti, dovremmo essere tutti con il naso all'insù sperando che qualche stella cadente attraversi il nostro orizzonte siderale...
Sono appena ritornato da una traversata notturna del Tirreno in barca a vela, e lo ricordo come uno dei momenti più alti di solitudine e di pace. 18 ore di navigazione, Almeno 6 al buio, in silenzio, con compagni di avventura che si alternavano in pozzetto (mai navigare da soli, tantomeno di notte...). La luna non c'era. Mai viste così tante stelle, si faceva fatica a distinguere le forme pagane delle costellazioni che ben conosciamo. La Via Lattea era nitida come una pennellata di bianco, e senza dedicarmi ho visto più di trenta stelle cadenti. E poi a prua Venere, a poppa Marte e Giove.
Ogni pensiero può essere legittimo in momenti così, io non sono propenso a ragionare sui massimi sistemi ma la sensazione di appagamento è stata veramente enorme. L'idea che mi ha colpito di più è stata di come queste stelle, i pianeti, gli stessi corpi celesti che vedevo in quel momento, erano stati visti dalla maggior parte della popolazione del mondo (almeno dell'emisfero nord...) e anche da tutti quelli che hanno abitato il nostro pianeta dall'inizio dei tempi. Magnifico ed eterno.
Il 2009 è l'Anno Internazionale dell'Astronomia.
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giovedì 23 luglio 2009
It's the end of the Porsche as we know it

Nel giorno in cui il Gruppo Ferretti comunica l'avvenuta ristrutturazione del debito e il nuovo assetto, un'altra grande azienda, la Porsche, attraversa dei grandissimi cambiamenti.
Dal 1993 Porsche significa soprattutto un nome: Wendelin Wiedeking. Quando questo tedesco fu nominato Presidente e CEO, la casa di Zuffenhausen era in una crisi profondissima e a rischio bancarotta. Anno dopo anno, il suo top manager - noto anche per l'approccio al lavoro sempre positivo e per il costante buon umore - ha portato l'azienda ad essere nel settore quella con la più alta profittabilità e il più alto utile per vettura. Al mondo.
Non è un caso che sia stato per 5 anni di fila, fino al 2009, nella top 7 dei manager più influenti nel mondo dell'automobile.
Personalmente, ritengo che solo Sergio Marchionne abbia dimostrato delle capacità al suo livello.
Eppure...eppure Wiedeking ha peccato di ὕβρις. L'editoriale di Franz Botré su Monsieur di questo mese parlava di Galileo e dell'importanza dell'essere umili. Ecco, a lui è mancata forse la giusta umiltà, quando si è messo in testa che Porsche avrebbe comprato Volkswagen. Capita raramente che il piccolo si mangi il grande, e infatti nonostante i proclami di pochi mesi fa che dicevano di una quota del Gruppo in mano alla Porsche che sarebbe arrivata al 75%, i nodi sono arrivati al pettine.
Certo ha influito anche la pesante recessione, ma per l'OPA ostile il Presidente ha caricato l'azienda di 8 miliardi di debiti. Che, con i costi finanziari, sono ora arrivati a quasi 10 rendendo la situazione pericolosissima. E cosa è avvenuto? Che grazie anche al potentissimo Ferdinand Piech, capo del comitato di sorveglianza del Gruppo VW e mai amico di Wiedeking, la Volkswagen si è offerta di risanare il debito di Porsche ed acquisirne così la quota di controllo. Quasi paradossale come ribaltamento di ruoli...
Pertanto, oggi uno dei più importanti manager degli ultimi 20 anni si trova a spasso, seppure con una liquidazione - dimezzata! - di 50 milioni di euro, che destinerà in parte in beneficenza.
E insieme a lui, naturalmente, se ne va anche il CFO Holger Härter (con 12,5 milioni).
Al timone arriva il responsabile prodotto Michael Macht, artefice di tanti modelli di successo dal 1990 ad oggi.
Ma soprattutto l'assetto azionario è profondamente mutato: da Azienda di fatto autonoma, potente, con la prospettiva di controllare il più grande gruppo automobilistico d'Europa, ora Porsche si trova controllata da Vokswagen con il 49,9%, mentre un altro 20% sarebbe in mano al Governo del Qatar. E presto a Wolfsburg potrebbero decidere di comprare le restanti quote.
Dalle stelle alle stalle? Forse si, da un punto di vista di orgoglio e dimostrazione di potenza. Ma forse, ridimensionate le ambizioni, si continuerà sulla strada industriale tracciata da Wiedeking, che è stata una crescita continua verso l'eccellenza (ricordo per esempio che Porsche è la Casa al mondo con le più basse emissioni di CO2 in rapporto alla potenza dei motori). Questo deve continuare a fare Porsche, ovvero automobili al top di tecnologia, qualità, guidabilità. Non lanciarsi in spericolate avventure finanziarie.
martedì 21 luglio 2009
Fly higher, dream bigger

Abbiamo detto del Maltese Falcon e di come si tratti già di una pietra miliare nella storia della nautica.
Ora Perini Navi ha in progetto un motorsailer ancora più grande, lunghezza 102 metri, ispirato proprio a questo capolavoro. (dal link, clicca "gallery" in alto a destra per i rendering)
Mi fa piacere constatare che la tecnologia degli alberi rotanti con crocette avvolgenti è stata riproposta anche su questa dimensione.
Quando questo yacht sarà costruito, si tratterà della più grande barca a vela della storia. E sarà un orgoglio della cantieristica italiana, seppure con tecnologia e contributi da tutto il mondo.
mercoledì 15 luglio 2009
Revelations

Vi voglio mostrare un esempio di strategia comunicativa che tiene conto dei nuovi media e delle possibilità che offrono.
Si tratta del lancio di un nuovo motoscafo, il Frauscher 717GT.
Frauscher è un Cantiere austriaco specializzato in motoscafi veloci e in modelli a propulsione elettrica. Ho avuto il piacere di visitare le strutture, e mi ha affascinato la proprietà (la famiglia che porta lo stesso nome, 3 fratelli animati da una fortissima motivazione e passione per i loro prodotti) e la loro ricerca verso l'innovazione tecnologica. Sono i primi ad avere realizzato un motoscafo con propulsione ad idrogeno, di cui parlerò a breve dato che ho potuto provarlo e scriverne per la rivista con cui collaboro.
Frauscher è molto attenta anche alla comunicazione, ed è il primo esempio di Cantiere nautico che adotta lo strumento video in un modo innovativo. Non infatti il classico filmato della barca in navigazione, magari con riprese dall'elicottero e gente felice a bordo, ma una serie di clip quasi "virali" che accompagnano i mesi precedenti al lancio del prodotto, svelandone a poco a poco le caratteristiche. Un nuovo teaser è rilasciato poche settimane dopo il precedente, creando interesse ed attesa per il successivo. Fino alla presentazione ufficiale del motoscafo.
Inutile dire che nel settore automobilistico già si utilizza questo strumento, ma nella nautica è la prima volta. Ed i risultati sono straordinari, come potete giudicare da soli nei cinque video, che riporto per intero qui sotto.
Si tratta del lancio di un nuovo motoscafo, il Frauscher 717GT.
Frauscher è un Cantiere austriaco specializzato in motoscafi veloci e in modelli a propulsione elettrica. Ho avuto il piacere di visitare le strutture, e mi ha affascinato la proprietà (la famiglia che porta lo stesso nome, 3 fratelli animati da una fortissima motivazione e passione per i loro prodotti) e la loro ricerca verso l'innovazione tecnologica. Sono i primi ad avere realizzato un motoscafo con propulsione ad idrogeno, di cui parlerò a breve dato che ho potuto provarlo e scriverne per la rivista con cui collaboro.
Frauscher è molto attenta anche alla comunicazione, ed è il primo esempio di Cantiere nautico che adotta lo strumento video in un modo innovativo. Non infatti il classico filmato della barca in navigazione, magari con riprese dall'elicottero e gente felice a bordo, ma una serie di clip quasi "virali" che accompagnano i mesi precedenti al lancio del prodotto, svelandone a poco a poco le caratteristiche. Un nuovo teaser è rilasciato poche settimane dopo il precedente, creando interesse ed attesa per il successivo. Fino alla presentazione ufficiale del motoscafo.
Inutile dire che nel settore automobilistico già si utilizza questo strumento, ma nella nautica è la prima volta. Ed i risultati sono straordinari, come potete giudicare da soli nei cinque video, che riporto per intero qui sotto.
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sabato 11 luglio 2009
From Hell

Questo weekend la Formula 1 è al Nurburgring. Purtroppo, niente a che vedere con il mitico Nordschleife, quello che Jackie Stewart definì "l'Inferno Verde".
Un circuito che non va spiegato. Solo alcuni numeri ben noti... 82 anni di storia, 21km, 73 curve, decine di migliaia di appassionati che ogni anno si ritrovano sul tracciato con le proprie auto, dalla Mini Cooper alla Pagani...
E proprio come omaggio al leggendario Ring e a quella che reputo la migliore supercar di tutti i tempi, ecco il video dell'ultima volta che la Zonda F è scesa in pista sull'anello nord. Tempo: 7:24:44.
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